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“Fenice Sacra di Nephtys”. Una divinità avvolta dalle fiamme che giunse nel regno dei mortali brillando così intensamente da potere essere presa per un secondo sole. Era adorata e riverita in una terra spazzata da venti secchi e coperta da deserti a perdita d’occhio. Ogni generazione affidava a un sacerdote il compito di incarnare questa divinità. Grazie al potere della sua valente anima, eseguiva un rituale in cui preghiere e speranze venivano usate per evocare Nephtys e compiere molti miracoli.

I più devoti al culto della Divina Fenice costruirono statue dedicate ai sacerdoti in santuari eretti in una particolare zona del deserto che venne dichiarata terra sacra. Ringraziavano la divinità per averli protetti e nel suo nome si applicavano, giorno dopo giorno, per rendere la propria terra più bella e più potente.

Ma un giorno, senza alcun preavviso, avvenne una catastrofe: arrivò un essere tremendo. I soldati si prepararono subito alla battaglia. Speravano che il male si sarebbe inchinato alla loro divinità e il sacerdote in carica all’epoca evocò ancora una volta la Divina Fenice. Non sapevano che il portatore di rovina con cui avevano a che fare era ancora più potente. La forza della Divina Fenice si dimostrò insufficiente e le terre desertiche si ritrovarono indifese contro una tale calamità.

L’unica speranza rimasta alla popolazione era una giovane ragazza che, secondo molti, aveva il potenziale per diventare la prossima sacerdotessa. Quando si rivolsero nuovamente alla divinità non ci furono né offerte, né musica, né danze, solo i sussurri della ragazza che pregava mentre intorno a lei tutto bruciava e andava in rovina. La divinità ascoltò la sua supplica sincera e rispose al richiamo del suo cuore. Nell’anima della ragazza albergava un potere di un’intensità talmente sacrale e inaudita che riuscì a risvegliare “Nephtys, la Sacra Fiamma”.

La Divina Fenice cremisi discese avvolta da fiamme dorate e, con un solo colpo d’ali, spense gli incendi che deturpavano quelle terre. Una volta sventata la catastrofe, la divinità tornò a essere una statua. Qualche mese dopo… La pace era tornata e la popolazione stava tenendo un rituale in onore della grande divinità Nephtys. Tra gli adoratori c’era la ragazza che era stata l’unico raggio di speranza nel disastro. Ora sembrava più matura e decisa a farsi trovare pronta nel caso fosse avvenuta una nuova tragedia. Giunse le mani e pregò per un altro giorno di pace e serenità.

(Fonte: Yu-Gi-Oh! Master Duel)

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