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Il rapido progresso delle reti informatiche ha portato grandi benefici all’umanità. In effetti, ora rappresentano una parte integrante delle nostre vite. Tuttavia, questo rapido progresso e l’altrettanto rapida evoluzione hanno lasciato numerosi bug minori nascosti negli angoli della rete. Inizialmente si trattava solo di dati senza importanza, dall’impatto minimo.

Ma i bug iniziarono ad accumulare i dati che avevano appreso nel tempo. E quando qualcuno se ne accorse, ormai avevano assunto l’aspetto di insetti. Secondo gli esperti, i loro obiettivi principali erano la proliferazione e l’evoluzione. Sebbene avessero caratteristiche diverse, a colpire era il fatto che agissero come un’unica specie con un unico scopo.

Nel nostro mondo assistiamo a una relazione simbiotica tra formiche e afidi: le formiche scacciano le coccinelle, nemiche naturali degli afidi, allo scopo di ottenere nettare da questi ultimi. Ciò accade nonostante formiche e afidi siano specie diverse con obiettivi differenti. E se i bug fossero nati da un unico dato e venissero divisi in specie diverse solo perché differiscono esteriormente. Ci vorrà tempo per capirlo. In ogni caso, non possiamo sottovalutare i bug che si diffondono nell’intera rete. Gli amministratori di rete diedero a questi “difetti”, che crescevano e si evolvevano rapidamente, il nome di “bug digitali”. E si attivarono per eliminarli definitivamente.

“I ‘Bug Digitali’ sono parassiti che divorano le reti informatiche.” Fu questa la conclusione a cui giunsero gli amministratori, decidendo di implementare un piano di rimozione su vasta scala. Questo piano, che coinvolgeva principalmente gli ingegneri delle reti, ebbe successo, e sembrava che i “Bug Digitali” fossero stati tutti eliminati. Errori corretti e tranquillità ritrovata.

Ma questa tranquillità non durò a lungo. La rete informatica divenne più vulnerabile rispetto a prima dell’offensiva. E si pensò che alcuni “Bug Digitali” fossero sopravvissuti ai tentativi di eliminazione. Gli ingegneri che avevano questo sospetto condussero un esame approfondito. Ovviamente, non trovarono alcun “Bug Digitale”. Nel frattempo però a livello globale si verificarono ondate di interferenze. Quale poteva essere la causa di questi problemi? Cosa era successo prima del verificarsi delle interferenze?

La risposta era chiara: erano stati eliminati i “Bug Digitali”. Dopo approfondite discussioni, gli ingegneri decisero di liberare nuovamente i dati dei “bug digitali” nella rete. Questa decisione chiarì immediatamente ogni dubbio. C’era un’unica spiegazione: i “bug digitali” riparavano gli errori irreversibili e aiutavano a stabilizzare la rete. Era come se ci fosse un rapporto simbiotico tra gli umani e i “Bug Digitali”. Del resto, l’umanità si procura il miele fornendo alle api un posto in cui vivere. Analogamente, fornendo una rete informatica ai “Bug Digitali”, i “difetti” venivano corretti. Oggi i bug che causano maggiore disturbo vengono rimossi, ma non viene praticata alcuna eliminazione totale. Gli umani hanno deciso di coesistere con i “Bug Digitali”.

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